Per l’eccesso di dolcezza ci vogliono degli…Amici Acidi, fienileinfermento.com

Inviato 16 febbraio 2012 -> Aceto

Non sto a raccontarvi tutto altrimenti si perde il bello della scoperta… alcune info le trovate qui sotto nel nostro “manifesto” fatto di 3 punti.

Faremo una prima uscita ufficiale ad Identità Golose, a Milano.

La pretesa non è quella di salvare il mondo dall’inesorabile processo di Nutellizzazaione del gusto (ci piacerebbe però!) … vorremmo solo far riscoprire la bellezza e la freschezza dell’acidità. Bellissima in tutte le sue espressioni, tranne quella caratteriale  :-)

Chi sono gli altri amici acidi?

Josko Sirk

Mario Pojer

Andrea Paternoster (e checc’azzecc’ ’sto sdolcinato mielomane con l’aceto … c’azzecc’ c’azzecc’…)

Andreas Widmann

e ovviamente tutti coloro che condividono il nostro (acido)intento! :-)

Stay acid!


 

 Dal sito www.fienileinfermento.com

L’ Osiet di Sirk della Subida

Inviato 15 febbraio 2012 -> Joško Sirk

Con questa nuova confezione e con questa nuova etichetta presentiamo il nostro aceto di vino.

Come sempre forte prepotente, prende il nome di Osiet quale nome tradizionale per l’ aceto di vino nel Friuli orientale e nel Collio.

Identità Golose 2012 | Amici Acidi – Appunti di gola

Inviato 13 febbraio 2012 -> Aceto, Scrivono di noi

Il Bez (Andrea Bezzecchi) è molte cose: oltre venire dalla parte bassa della mia stessa terra è uno dei co-fondatori del MIAU (movimento Indipendente Assaggiatori Underground), una delle più sediziose adunate papillari del millennio. Poi ne sa a pacchi di aceto: non solo quello balsamico (tradizionale e non), ed è un convinto sperimentatore.

Gli Amici Acidi sono in cinque loschi figuri tra cui si riconoscerà anche Mario Pojer, l’alchimista alcoolico di Faedo, che si propongono di promuovere una nuova stagione della dimenticata, amabile acidità.

A IG-ventidodici ha portato la sua linea di aceti-aceti: di quelli che ti fanno spadire i denti (detto profondamente reggiano che descrive con esattezza i cibi molto astringenti). I più strani: dalla birra, dalla mela cotogna. Poi un aceto di vino passato in botti di ginepro, quelle  usate anche per l’ ABTRE (Aceto Balsamico Tradizionale Reggio Emilia), e i due “monovitigno”: il formidabile lambrusco, una vera scossa elettrica nelle gengive, e quello di Timorasso.

L’assaggio degli aceti non è una passeggiata, ma al quinto si può già parlare di esperienza mistica. Di certo la potenza e la complessità degli aromi sprigionati impone una riflessione sull’utilizzo di questo ingrediente.

 

Dal sito www.appuntidigola.it

Aceto Sirk nel servizio di Linea Verde

Inviato 10 febbraio 2012 -> Aceto, Scrivono di noi

Per chi sì è perso il servizio di Linea Verde andato in onda il 5 febbraio su Rai 1, può rivederlo su www.rai.tv.

Al 35 minuto troverete la presentazione del aceto Sirk!

 

 

Identita’ Golose 2012..per concludere

Inviato 9 febbraio 2012 -> Eventi

 

Per saperne di piu’ : www.identitagolose.it

 

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Identita Golose 2012

Inviato 7 febbraio 2012 -> Eventi

Una cartolina da Identità Golose a Milano

 

E un’altra Con Mario Pojer,  Amici Acidi

Foto Cinzia Tosini

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Identità‘ Golose 2012 | Amici Acidi

Inviato 4 febbraio 2012 -> Eventi

Ciao amici acidi,da oggi in poi vi chiamerò così, da domani e per tre giorni saremo a Milano presso “Milano fiera” durante l’evento di Identità Golose.

Saremo qui a presentare il nostro Aceto ma soprattutto terremo a battesimo questo nuovo gruppo di amici acidi che semplicemente dalla passione per un sapore dimenticato vogliono far riassaporare questo gusto attraverso la storia e i propri prodotti.
I compagni di viaggio sono: Mario Pojer a Trento, Andrea Bezzecchi a Novellara (RE), Andreas Widmann a Cortaccia (BZ), Andrea Paternoster (mieli Thun) e ovviamente noi.

Sperando di incontrare qualche amico acido a Milano vi saluto e vi terrò aggiornato sulla manifestazione.

Visita i nostri siti attraverso il nuovo sito www.amiciacidi.it

Ciao

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Amici Acidi

Inviato 3 febbraio 2012 -> Aceto, Joško Sirk

E’ nato il gruppo di riferimento della produzione dell’aceto agro in Italia.

L’ Osiet nell’ alenco nazionale dei prodotti tradizionali

Inviato 2 febbraio 2012 -> Aceto

Qui di seguito il testo del decreto del 5 giugno 2009 con il quale l’aceto di vino Osiet viene inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.

 

 

Supplemento ordinario n. 100

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Decreto 5 giugno 2009

Nona revisione dell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali. (09A06282)

 

OSIET

 

Categoria

Condimenti

Nome del prodotto

Osiet, aset, ožejt

Territorio interessato alla produzione

Friuli collinare orientale

Descrizione sintetica del prodotto

Prodotto derivato dall’acetificazione di vini ottenuti da vitigni autoctoni a bacca bianca sottoposto ad un processo pluriennale di affinamento in botticelle,solitamente di rovere. Le varietà utilizzate, appartenenti alla piattaforma ampelografia del Friuli Venezia Giulia, sono soprattutto il Tocai friulano e la Ribolla; l’areale interessato alla produzione e il Collio Goriziano e i Colli Orientali, simili per caratteristiche pedologiche e morfologiche, particolarmente vocato per la produzione di vini bianchi profumati.

Descrizione delle metodiche di lavorazione,conservazione e stagionatura

Il procedimento seguito per la produzione dell’aceto di vino è un metodo artigianale basato sull’acidificazione spontanea del vino ad opera di batteri aerobi appartenenti ai generi Acetobacter e Gluconobacter, con prevalenza dei primi. Per la produzione di un aceto pregevole è necessario partire da vino sano,di qualità, preferibilmente secco in quanto si presta meglio al processo di acetificazione; altro requisito fondamentale è il grado alcolico che deve essere sufficientemente elevato, mediante 10-11% circa, tale da consentire di ottenere un aceto con almeno il 6 % di acido acetico per garantire la conservabilità.

Le uve vengono lasciate fermentare sulle bucce ed il vino da esse ottenuto viene lasciato maturare in presenza delle fecce nobili che contribuiscono a trasferire aromi e profumi; in primavera, con l’innalzamento della temperatura, il vino viene fiiltrato e trasferito in locale idoneo alla conservazione e affinamento, l’acetaia. Posto in botticelle scolme, solitamente di rovere, viene inoculato con un apposito starter, la cosidetta “madre dell’aceto” che consente di accelerare l’avvio del processo di acetificazione. All’inizio dell’inverno, conclusosi il processo di trasformazione dell’alcol in acido acetico, con residuo alcolico non superiore all’ 1 %, l’aceto viene travasato in altre botticelle, che devono essere mantenute sempre colme, in cui viene fatto invecchiare da 3 a 5 anni.

Materiali,attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e il condimento

La temperatura e uno dei parametri fondamentali da rispettare per la buona riuscita dell’acetificazione; quella ottimale oscilla tra i 25 e i 35 C; un difetto di temperatura può ostacolare l’attività degli acetobatteri con possibile accumulo di acetaldeide. E fondamentale inoltre, per una buona acetificazione, che vi sia una giusta ossigenazione: in presenza di livelli inadeguati di ossigeno, sia in difetto che in eccesso, l’attività degli acetobatteri è ostacolata e conseguentemente il prodotto che ne deriva e di qualità scadente.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura

Il processo di invecchiamento all’interno delle botticelle è a ciclo perenne in quanto, quando l’aceto e maturo, si può iniziare a prelevarne delle piccole quantità, facendo attenzione a ricolmare il fluido rimanente. Il nuovo vino aggiunto subirà il processo di acetificazione garantendo cosi l’apporto di nuovo nutrimento ai microrganismi presenti.

Elementi comprovanti che le metodiche sono state praticate in maniera omogenea e secondo le regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni

La storia dell’aceto si confonde con quella del vino; probabilmente, in regione, la vite veniva coltivata già dai Celti ma fu in epoca romana che venne dato impulso alla sua coltivazione in forma intensiva. L’acetificazione , processo naturale di origine biologica, era sfruttata sin dall’antichità senza conoscerne le cause ed è solo nel corso della seconda meta dell’800, grazie agli studi di Pasteur, che venne definita la biochimica della trasformazione consentendo così di avviarne la produzione organizzata.

Nel caso specifico del territorio regionale considerato, la produzione di aceto di vino con il metodo descritto è ampiamente testimoniata dalla memoria tramandata da numerosi titolari di aziende vitivinicole dove, accanto al vino, non mancava mai la produzione di aceto di qualità.

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Slovenski red vitezov vina

Inviato 31 gennaio 2012 -> Ci hanno visitato

V naši kisli klet smo imeli priložnost gostiti i slovenski red vitezov vina..

 

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Aceto Sirk in Belgio

Inviato 27 gennaio 2012 -> Aceto

 

 

 

Di recente siamo stati in Belgio ad Antwerpen, dove ci è stata offerta l’occasione di ospitare un nutrito gruppo di ristoratori e rivenditori di prodotti di alta gastronomia ai quali abbiamo potuto presentare il nostro aceto di uva.

I locali che abbiamo visitato:

Dock’s cafèBocca d’Oro,  Au vieux port  , Brasserie Latem

 

Vinska klet Goriška Brda na obisku

Inviato 25 gennaio 2012 -> Ci hanno visitato

V petek 20.01.2012 smo pri Subidi in v naši kisli kleti gostili kolektiv Vinske kleti Goriška Brda.

Z veseljem smo jim predstavili Subido in naš kis.

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Josko Sirk e l’aceto alla Libreria Lovat

Inviato 23 gennaio 2012 -> Aceto, Eventi, Scrivono di noi

Josko Sirk e l’aceto del Collio

Degustazioni in libreria con il ristoratore della Subida che produce un’eccellenza delle colline goriziane

Ristoratore simbolo del Collio goriziano, Josko Sirk (in foto) nella sua acetaia della Subida – un suggestivo resort, fatto di una dozzina di casette tra vigneti e bosco – produce un aceto d’uva di tale leggerezza e aromaticità da essere utilizzato con grande versatilità in cucina. Per toccare con mano, anzi con il palato, la qualità artigianale dell’aceto Sirk, sabato 21 gennaio Josko – dalle 11.30 – sarà ospite della Libreria Lovat. La passione con cui il ristoratore goriziano produce questo «gioiello» del Collio viene trasmessa nel corso della presentazione del processo di lavorazione, abbinata alla degustazione di sorprendenti preparazioni a base di aceto, tra cui un inedito sorbetto. Josko Sirk è «ambasciatore»dell’associazione Piccolo Collio: artigiani del gusto, ristoratori, viticoltori «nobili» contadini che si sono uniti per promuovere prodotti, paesaggio e accoglienza turistica delle colline tra Russiz superiore, Plessiva, il monte Sabotino e la Piana del Preval.Informazioni: Acetaia località Subida tel. 048160531 www.acetosirk.it.

Dal sito di  La Tribuna di Treviso

 

Eccoci.. Josko Sirk parlando di aceto agro di vino dalle origini ai giorni nostri.

 

Gusto Nobile, Artigiani d’eccelenza

Inviato 6 gennaio 2012 -> Aceto, Scrivono di noi

 

L’aceto Sirk sul food blog Gusto Nobile..

A metà strada… Josko Sirk

Cormons. Frazione Subida. Impero di Josko Sirk. Di famiglia slovena trasferitasi in Italia. Due ristoranti (uno più dedito a piatti semplici della tradizione, accompagnati da molto legno e molto fascino, l’altro dedicato all’alta cucina), un’acetaia, una zona dedicata a piccoli appartamenti di pregio e una fama arrivata ovunque.
La cena alla Subida è stata gastronomicamente impeccabile, tra piatti straordinari (su tutti, gli zlikrofi, dei tortelli di patate di ascendenza slovena, lavorati con sapienza, tradizione e perfezione, e le carni: stinco e capriolo), piatti buoni e dolci, un po’ sotto la media. Il ristorante era pieno e la brigata di casa Sirk ha saputo gestire in maniera geometrica tutto il contesto.
Quello che è mancato, tra me e il sig. Sirk, è stata una reale percezione dell’altro.
Una simpatia che andasse al di là della semplice condivisione di quelle tre ore o del fatto che potessi avere più o meno conoscenze gastronomicamente rilevanti.
Josko Sirk è una persona sostanzialmente antipatica e non credo sia un giudizio che parta solamente da un punto di vista personale, credo che sia qualcosa di racchiuso strenuamente e profondamente nelle radici di quest’uomo (che non conosco…), del suo passato e della sua terra. Contro l’affezione. Ecco tutto.
Il sorriso è di quelli sardonici che lasciano sempre il pensiero da un’altra parte, l’orecchio dedicato all’ascolto è sempre (per il sempre che si riesce ad estrapolare da mezz’ora di discussione…) posizionato sulle frequenze del finale di Blade Runner. Ha un’arroganza sicura che lascia strascichi, perchè bilanciata da una sapienza e da una cultura culinaria fuori dal comune. E’ come se vedesse i commensali italiani al di qua di una cortina di disinteresse, volgarità e prepotenza. A cui concedere la gentilezza dell’accoglienza e qualche racconto che parta sempre nella stessa maniera (Quando…).
Sempre rimanendo con le pinze in mano, mi è sembrato che in lui ci fosse un passato talmente importante da non lasciare nulla allo stupore del presente… oppure semplicemente la mia saccenza milanese, di persona raffinata dal traffico e dalle nuvole, non ha soddisfatto i suoi alveoli emozionali, decidendo per un sorriso di convenzione…

Al di là di tutto questo, lui produce qualcosa di veramente unico: un aceto di uva bianca strepitoso.
Ha abbandonato l’aceto di vino. Non lo soddisfacevano le innovazioni tecnologiche create dalla contemporaneità, per dare alla vinificazione una qualità che potesse rimanere all’interno dei canoni della definizione. E ha deciso di dedicarsi completamente all’acidificazione di bacche di uva bianca.
Esaurita la fermentazione alcolica dell’uva, con ancora la presenza delle bucce e delle fecce nobili, viene aggiunta la madre dell’aceto (sostanzialmente uno strato di batteri che dura negli anni in un perdurare di rinnovamenti e tradizione…) che innesca la fermentazione acetica. Undici mesi: lo zucchero diventa vino e il vino, aceto (che sarebbe il naturale risultato della fermentazione dell’uva. Il vino, come dice il sig. Sirk è solamente una protezione, una barriera che si pone al processo della natura per poter gustare l’uva in una maniera altra…). Invecchiamento di tre o cinque anni in botti di legno disposte in modo fascinoso su vari piani. Imbottigliamento durante l’ultimo quarto della luna. Prodotto.

Che l’insalata da condire o il frigorifero da pulire lo svalutino, non c’è dubbio. Ma l’immaginario delle persone comuni ha qualcosa di concreto, strutturato su un tappeto di esperienza. Aceto: prodotto di serie B.
Josko Sirk ha avuto questo enorme merito. Tirare fuori dall’indifferenziato, un prodotto che può avere un’altra strada. Un bouquet di odori e persistenze al palato che ne fanno una realtà complessa, da degustare su varie pietanze. Quelle a base d’uovo, per esempio. O sulla frutta… Per cercare di creare una cultura, tout court.

E poi c’è il sorbetto all’aceto (con una base determinante di olio d’oliva). Qualcosa di unico, che fanno solo in casa Sirk. Qualcosa che permette all’acido di innestarsi nella nostra esperienza come gusto da ricercare e non da scartare. Un sorbetto insensato…

Ma alla base di tutto c’è sempre Josko Sirk… una persona a metà strada tra la cultura e la comunicazione, gestite entrambe con naturale semplicità e strutturato opportunismo…

AL CACCIATORE – LA SUBIDA
LOC. SUBIDA DI MONTE
CORMONS (GO)
TEL.             0481 60531

 

Dal sito www.gustonobile.it

L’inverno nel cortile contadino

Inviato 30 dicembre 2011 -> Aceto, Joško Sirk

C’ erano ancora le stalle e si sapeva che il latte si mungeva dalle tette delle vacche, le oche e le galline  sbirciando per il cortile mostravano impudicamente da dove vengono le uova,   il maiale, la capra e il vitello erano compagni di gioco, a volte amici fin tanto che non veniva il momento degli arrosti o dei salami e dopo qualche imbarazzo al momento del coltello, seguiva la gioia della tavola.

Sotto l’ aia c’ era la botticella dell’ aceto, se ti tagliavi, prima un ceffone poi ti facevan veder le stelle, con l’ aceto, se ti veniva il mal di pancia impacco di aceto caldo, ti pungeva il calabrone o prendevi una gran pacca aceto freddo,  nasceva il vitello, spettacolo vietato ai minori ma visibile attraverso le ragnatele delle finestrelle della stalla o dalle fessure del tavolato del fienile, dopo l’ ultimo “ eeee…. Ruk!! “ che sanciva il travagliato passaggio alla vita di questo mondo, c’ era già la padrona con stracci imbevuti di acqua e aceto per disinfettare, alienare i tessuti slambrati della vacca e svegliare l’ intontito vitello.  Nella composta confusione seguita alla dipartita del nonno, qui il divieto ai minori era tassativo, si vedeva circolar bottiglioni di aceto, quello della botticella, quello che ogni giorno serviva  a condir l’ insalata!

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Ospiti in acetaia

Inviato 22 dicembre 2011 -> Ci hanno visitato

IL CORSO SUPERIORE DI SOMMELIERIE DELLA SCUOLA INTERNAZIONALE DI ALMA OSPITE DELL’ ACETAIA

 

..il Collio non è solo solo vino – è anche aceto

Inviato 15 dicembre 2011 -> Ricette, Scrivono di noi

Dalla rivista ARTISTI DEL GUSTO,  Illy

Aceto Sirk, Illustre sconoscuito – Il Friuli

Inviato 12 dicembre 2011 -> Aceto

 

Da Il Friuli, 09 dicembre 2011, pg. 56

L’aceto Sirk – Monsieur

Inviato 9 dicembre 2011 -> Aceto, Joško Sirk, Scrivono di noi

Dal mensile MONSIEUR, anno 11, n.105, dicEMBRE 2011, pg 148

Un aceto esclusivo – CHEF

Inviato 5 dicembre 2011 -> Aceto, Scrivono di noi

 

Dal mensile CHEF, nr. 11, ottobre 2011, pg. 104