Un cucchiaio di miele e aceto

Inviato 31 gennaio 2011 -> Per la salute

Alcuni dicono che una mela al giorno leva il medico di torno…



La mattina un cucchiaio di miele e aceto e una cosa salutare e molto utile!

L’aceto:

– attiva le diffese immunitarie in maniera specifica

Il miele:

– apporta nutrimenti molto importanti per il metabolismo (aminoacidi, vitamine e affini)


Insieme attivano processi digestivi e azioni antisettiche a livello intestinale.

p.s. Di ciò si dovrà astenere chi ha problemi gastrici!

Teresa Covaceuszach “Sale e Pepe” ristorante in Stregna Valli del Natisone: Aringa di San Martino

Inviato 28 gennaio 2011 -> Ricette

Ingredienti:

2 filetti di arringa affumicata, 1 cipolla bianca, 1 grossa carota, 2 cucchiai di uvetta, un bicchiere di vino bianco Friulano, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 noce di burro. Riduzione di acetro balsamico q.b., 20 castagne cotte, 20dl aceto di vino Sirk Josko, 200g radicchio Rosa di Gorizia.

Preparazione:

Tagliare la cipolla ad anelli molto sottili e le carote a piccoli bastoncini. Quando e tutto tagliato, in una padella con l’olio far morire la cipolla e le carote. Successivamente aggiungere l’uvetta. Infine, bagnare il tutto con un bicchiere di vino bianco Friulano e l’aceto di Sirk. Fuori dal fuoco, aggiungere i filetti di aringa tagliata a listarelle di circa 2 cm, coprire con un coperchio e far raffreddare. Cuocere le castagne,spelarle e ripassarle in una noce di burro, fino a formare una piccola crosticina.

Per comporre in modo creativo il piatto:

Pulire e lavare la Rosa di Gorizia, asciugarla, condirla con poco olio, aceto, sale e pepe. In un piatto, adagiare la Rosa di Gorizia e disporre sopra le listarelle di aringa con la marinatura. Guarnire il piatto con le castagne e un filo di riduzione di aceto.

Da Case&Country Venezie Class nr. 3 anno 2010

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L’Aceto Sirk a IDENTITA’ GOLOSE- Milano 30,31 Gennaio, 1 Febbraio

Inviato 28 gennaio 2011 -> Eventi

L’aceto di Josko Sirk a IDENTITA’ GOLOSE

SALA BIANCA- Identita di miele

ore 16:40 – Joško Sirk :Sorbetto aceto e miele

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L’Aceto di Uva contro il mal di gola

Inviato 24 gennaio 2011 -> Joško Sirk, Per la salute

Un grande consiglio per contrastare queste giornate di freddo e vento e combattere i sintomi del mal di gola:

la mattina dopo aver bevuto il caffè e dopo essersi lavati i denti, diluite con acqua in rapporto 1:1 dell’ACETO di UVA di Josko Sirk!!! Con ciò fate ripetuti gargarismi.

Provare per credere!

P.S.: Aspetto ringraziamenti……

Mondo del Gusto, alla scoperta dell’Aceto Sirk

Inviato 11 gennaio 2011 -> Scrivono di noi

Dal sito: udine.mondodelgusto.it

Con Josko Sirk alla scoperta dell’Aceto di uva in Friuli

L’aceto d uva: prodotto di punta del 2011 in tutto il Friuli (Udine) –

Vi immaginate Cristoforo Colombo che si reca dalla Regina Isabella di Spagna e cerca argomenti tecnici e scientifici per convincerla a farsi dare una flotta? Non credo proprio, avrà usato invece tutto il suo fascino, le parole, le suggestioni, lo sguardo vivo e intelligente, le emozioni più vive per convincerla a provare un sogno. Ecco: Josko Sirk è uguale, quando ti parla dell’aceto.

Per capire in fondo Josko Sirk e il suo aceto straordinario, devi andare con lui, nel bosco, al limitare del bosco, dove le viti terrazzate degradano verso la strada scendendo dalla collina, dove il bosco degrada a terrazza verso la strada, dove l’acetaia, a terrazza, anche essa, degrada verso il basso. Una acetaia a gradoni, in legno, bella fuori e stupenda dentro, dove le botti in legno producono l’aceto, direttamente dall’uva.

Storia interessante quella dell’aceto della Subida: prima di raccontarla brevemente però Josko ci pone un interrogativo: “Perché si parla di vino, di birra, di olio e mai di aceto? Eppure la storia è piena di riferimenti alimentari all’aceto e viene usato da migliaia di anni, ma manca la cultura dell’aceto”. Ecco la questione sta tutta in questi termini: tutti usiamo l’aceto, di mele, di vino, aromatizzato, di riso, balsamico, ma non c’è una cultura ed una conoscenza dell’aceto, così come manca una gamma di fascia alta di questo prodotto.

Partito con l’idea di fare del buon aceto, Josko comincia a lavorare sulla materia prima: come per la grappa se la materia prima è ottima anche il prodotto finale lo sarà, se viene usata una base scadente, anche il risultato finale sarà mediocre. Partendo dall’ottimo vino della zona, Josko produce per anni dell’aceto intenso, corposo, profumatissimo, di fascia alta, eppure non è totalmente soddisfatto. Ci porta per mano, Josko, scendendo i gradoni dell’acetaia a degustare l’aceto, che pur sempre vino è in origine.

La degustazione dell’aceto non fa parte delle piacevolezze della vita, non ti lascia la bocca buona, anzi, ma appartiene piuttosto alle degustazioni conoscitive, sensoriali, informative, culturali. Si guarda, si annusa, poi si bagnano le labbra e si sputa, si porta in bocca e si sputa, si tiene un piccolo sorso e si sputa e quel che senti è, inconfondibile, l’aroma dell’aceto, che tutti conosciamo, eppure raramente associamo al ricordo alimentare.

Poi, quel furbacchione di Josko, ti spiega come, all’improvviso, ha cambiato idea e, lui uno dei 4 in Italia, si è messo a fare aceto direttamente dall’uva. Uva bianca, autoctona, ottima per fare ottimo vino e quindi, ragionamento senza difetti, ottima per fare aceto. Si folla l’uva direttamente in acetaia, in piccoli tini, facendolo fermentare fino alla fine della trasformazione alcoolica ed appena questa tende a fermarsi viene innestata la acetificazione con l’ ”aceto madre” e si aspetta. Un anno.

Dopo questo sonno lavorativo, si torchia leggermente il contenuto, si travasa in botticelle e si lascia invecchiare, per tre, quattro, anche cinque anni. Ecco che allora la seconda degustazione di aceto, dopo quello di vino, quello di uva, ti sorprende: per il colore, ambrato, per l’odore, intenso ma sopportabile e non sgradevole e soprattutto per il sapore, sempre aceto è, ma nobile, delicato, rispettoso che impone dolcemente la sua forza e allora capisci come quel furbacchione astuto intelligente gentile educato sorridente di Josko, abbia fatto centro.

La domanda seguente è ovvia: con cosa si abbina questo prodotto di nicchia, ma che dovrebbe essere sempre presente nelle tavole di chi ama mangiare bene e degustare i prodotti naturali della terra e del mare. La risposta sta in un gesto: “spuzz”, ovvero usare lo spruzzino. L’aceto straordinario di Josko Sirk non deve essere usato come quello in bottiglia per condire a copiose gocce l’insalata, ovvero anche (ovviamente), ma non solo.

Va spruzzato sull’uovo al tegamino ( l’abbiamo provato, diviso a metà, con e senza, ed erano due uova diversissime), sui pesci grassi, sui frutti rossi, sulle trippe, sulle minestre grasse, sugli asparagi, sul boreto, su alcuni formaggi e, ultimo ma non ultimo, nel sorbetto all’olio d’oliva preparato per noi. In conclusione oggi abbiamo colmato una lacuna, una mancanza di conoscenza che è sempre utile e rende più piacevole la vita; abbiamo, è vero, il sospetto che la bravura e la calda appassionata spiegazione di Joska sia stata parte fondamentale di questa “lezione”, ma non di meno siamo più ricchi di prima.

Sirk è anche uno dei fondatori dell’Associazione Piccolo (grande) Collio e ne va fiero ed orgoglioso, perche il suo aceto, al pari di altri prodotti e persone di grande livello, può essere punto di riferimento per il turismo eno gastronomico della zona; è anche titolare di un ottimo ristorante (La Subida), ma di questo parleremo un’altra volta.