Amici Acidi su l’ Espresso

Inviato 30 maggio 2012 -> Aceto, Joško Sirk, Scrivono di noi

A Sandra Longinotti non solo grazie per l’ articolo ma grazie per aver così ben descritto le ragioni dell’ aceto, “dell’ aceto di qualità – quello nato per far riscoprire il vero gusto dell’ aceto”.

copertina

articolo

L’ Aceto Sirk su La7

Inviato 14 maggio 2012 -> Aceto, Ci hanno visitato, Eventi, Joško Sirk, Scrivono di noi

Una grande notizia!!

La simpatica trasmissione con Vissani su La7 ha fatto tappa in Friuli ed è venuta a trovarci anche qui in Collio.

Il giallo con la Vespa è stato il colore che ha unito tutti i momenti della trasmissione. Bruno Pizzul è stato il nuovo grande testimonial della nostra terra dando spessore al tutto.

Josko Sirk dimostra il suo aceto per La7

Josko Sirk dimostra il suo aceto per La7

Josko Sirk dimostra il suo aceto per La7

Clicca qui per vedere l’intera puntata.

Aceto Sirk su www.gustomagazine.it

Inviato 8 maggio 2012 -> Aceto, Joško Sirk, Scrivono di noi

Riportiamo l’articolo dal sito Gusto Magazine!

 

Josko Sirk: quando l’aceto è un’arte

di Clara Ippolito

Si fa presto a dire aceto, banalizzando spesso un prodotto che ha invece molte proprietà benefiche e sapide virtù. Parente stretto del vino, la sua fama ha risentito nei secoli notevolmente del fatto che è una sua corruzione, dovuta all’invadente presenza dell’Acetobacter.

 

Solo negli ultimi anni, infatti, ha avuto il giusto riconoscimento grazie a cultori della materia che ne hanno fatto un prodotto eccellente. Perché bisogna dire che c’è aceto e aceto, come dimostra quello di Josko Sirk che in quel di Cormons, in provincia di Gorizia, ne realizza uno d’autore usando le migliori uve a bacca bianca del Collio. I grappoli provenienti da vigneti di proprietà, una volta maturi (i suoi non sono trattati) vengono trasportati direttamente in una suggestiva acetaia immersa nel bosco. Una volta diraspati i grappoli, sono messi in capienti tini, dove rimangono una decina di giorni con l’ovvio scopo di diventare mosto; momento in cui Josko innesca la fermentazione acetica, aggiungendo aceto madre di casa.Non impiega anidride solforosa, né alcun tipo di antiossidante, ma permette solo alla natura di fare il suo corso. Il processo di acetificazione è completamente spontaneo e dura circa 12 mesi; poi l’aceto si travasa in barriques riempite completamente, dove invecchia per due, tre anni di modo che i tannini si amalgamino e si evolvano. Infine, Sirk imbottiglia senza filtrare, ottenendo aceti da amatori, strutturati, minerali, con un bouquet ampio e un’acidità equilibrata. Il tempo gli è amico, perché in bottiglia (disponibile in vari formati con un simpatico spruzzino in dotazione, che permette di effonderlo equamente su ogni pietanza) si affina, matura e aumenta le sue potenzialità.

Josko Sirk su Salsa&Merende

Inviato 4 maggio 2012 -> Aceto, Joško Sirk, Scrivono di noi

Riportiamo l’articolo da http://salsa-e-merende-padova.blogautore.repubblica.it

 

Josko Sirk agli accademici di Padova: l’aceto non è il “fratello scemo” del vino

josko

L’aceto si può produrre in tre anni, come pure in 120 minuti. Josko Sirk, uno dei migliori produttori italiani di aceto, è stato ospite oggi della delegazione padovana dell’Accademia Italiana della cucina. Invitato dal delegato Cesare Bisantis e dall’addetto culturale dell’associazione Daniele Gaudioso, perchè quest’anno per gli accademici della cucina padovani è l’anno dell’approfondimento della cultura dell’aceto. Che in Italia manca.
L’incontro si è svolto al ristorante Lavit di Rubano, uno dei locali emergenti del panorama padovano. Se non altro perchè è da sempre molto attento alla qualità delle materie prime. Sirk, titolare dell’azienda “Sirk della Subida” di Cormons (a due passi dal confine con la Slovenia), da anni si batte per il riscatto dell’aceto, affinchè venga riconosciuto a questo prodotto il ruolo che merita nel “far cucina”. E non essere considerato per certi versi il “fratello sciocco” del vino. Ha fatto sorridere Josko Sirk quando ha ricordato che molti preferiscono il prodotto a buon mercato perchè così poi lo possono utilizzare anche… per pulire il frigo o scrostare il ferro da stiro. Un pessimo aceto, nell’immaginario collettivo, dunque può diventare un ottimo… detersivo.
E’ vero, un buon aceto prodotto in un’acetaia come la sua può costare anche dieci volte tanto rispetto al prodotto industriale. Ma stiamo parlando di cifre irrisorie. 15-20 euro anziché 1,5 o 2 euro. Sirk lo ha ribadito: ci vuole una grande uva per fare un grande aceto, di quelli capaci di marcare ed esaltare il gusto di un piatto. Mentre l’industria del settore utilizza in genere vino di qualità discutibile. In Italia si consumano 400 milioni di bottiglie all’anno di aceto. La legge permette di diluire il vino da aceto anche fino al 12%, mentre secondo Sirk è importante utilizzare vino intero. “La qualità delle uve” ha detto Sirk “e il lungo contatto con le bucce, fanno sì che si ottenga un prodotto molto strutturato, di grande persistenza, complesso e ricco di personalità. Tre o quattro anni di affinamento in piccole botti permettono di amalgamare l’elevata acidità, di elevare i toni dell’aromaticità e del bouquet. Il mio aceto” ha sottolineato il produttore giuliano “non contiene solfiti, viene imbottigliato senza filtrazioni o manomissioni”.
Josko Sirk fa parte di un gruppo di produttori che si è definito “Amici acidi”. Sono cinque produttori di tutta Italia che lavorano con la stessa filosofia. Gli altri sono: Pojer & Sandri, Barone Widmann, Mieli Thun e Acetaia San Giacomo. Insieme producono solo 200.000 litri di aceto. Ma è il migliore. Insieme stanno producendo anche un grosso sforzo culturale affinchè l’aceto non sia più il “fratello scemo” del vino. Come dargli torto? Provare la differenza per credere.

La Vit

Inviato 3 maggio 2012 -> Aceto, Eventi, Joško Sirk

Al ristorante “La Vit” di Rubano le delegazioni di Padova dell’accademia italiana di cucina ci ha ospitati al suo conviviale di primavera dandoci l’opportunità di presentare il nostro aceto.

Un grazie agli accademici per l’attenzione prestataci, allo chef i complimenti, alla gestione un grazie per l’ospitalità.

Josko