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Joško Sirk e il suo Aceto » Ci hanno visitato

La Subida e Aceto Sirk nel reportage Collio di Ville & Casali


La rivista Ville & Casali dedica un magnifico reportage alle meraviglie del Collio: dalla Casa del Vino, l’Enoteca di Cormòns, si arriva in località Subida accolti dalla famiglia Sirk tra gusto, convivialità e tradizione…


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La quarta puntata di “Paesi, paesaggi” dedicata a Josko Sirk e il suo Aceto


“Paesi, paesaggi” è la nuova rubrica di Striscia la notizia, annunciata dallo stesso Antonio Ricci come la pars construens del programma, che si affianca alla sua tradizionale anima destruens.
La rubrica racconta l’Italia delle eccellenze agroalimentari attraverso lo sguardo di Davide Rampello, commissario del Padiglione Italia di Expo 2015.

Ogni puntata è scritta da Luca Masia. Tutte le settimane lo scrittore e sceneggiatore racconterà il backstage e le sue sensazioni in questa sua nuova rubrica su mentelocale.it.
Per la quarta puntata, le telecamere del ormai già celebre programma  sono arrivate  a Cormons, alla scoperta dell’aceto del Collio: qui potete trovare il report di mentelocale.it.


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Convivium: arriva il “Ciclone Josko”


“Difficile se non impossibile imbattersi in una personalità altrettanto carismatica di quella di Joško Sirk, il vulcanico patron de La Subida di Cormòns.  Un uomo provvisto di un entusiasmo contagioso, positivo e ottimista, alla costante ricerca di spunti e iniziative sempre nuovi e sempre vincenti…

Con la sua Subida ha creato nel Collio un polo di attrazione davvero unico e inimitabile per chiunque si professi vero buongustaio e amante della natura e del bello. Abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo personalmente e di passare un po’ di tempo con lui, visitando la sua magnifica, curatissima acetaia (una delle tante gemme incastonate nella sua tenuta-gioiello), intrattenendoci a conversare amabilmente di vini, aceti e formaggi”.


Questa l’introduzione dell’articolo che Convivium ha dedicato al “Ciclone Josko” e al suo Aceto…


Vi invitiamo a leggerlo qui!


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La famiglia Sirk per Cook_inc “officina internazionale della cucina”



L’amore per la famiglia. La dedizione e la cura certosina per ogni dettaglio. La tradizione della cucina di ieri con un pizzico d’innovazione di oggi…

La Subida, un luogo dalla leggerezza impalpabile, fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni….

Questo e molto altro è ciò che traspare sfogliando le 13 pagine che la rivista Cook_inc “officina internazionale della cucina” ha dedicato alla famiglia Sirk de La Subida…



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Josko e il suo Aceto per Casa Viva



Sul nuovo numero di Gennaio, Casa Viva dedica un servizio a La Subida, Josko e il suo Aceto:

“Un invito a cena con Josko Sirk, cultore e produttore di un ingrediente che qui diventa protagonista e riserva mille e una sorpresa. Sui primi, sulla cacciagione e, perchè no, anche sui dolci!”

Quando l’Aceto diventa Superstar…

 

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Intervista a Josko Sirk: aceto, sapore e bellezza

 

“Chiacchierare con Josko Sirk davanti al camino acceso. Non solo di aceto…”.

Così si intitola l’articolo di Martina Liverani (www.curvyfoodiehungry.it), scritto in seguito all’incontro con Josko Sirk, occasione nella quale si è parlato non solo di aceto ma anche di sapore e di bellezza…

 

“Ho passato qualche giorno a La Subida, il ristorante con camere (anzi, sono vere e proprie casette di legno nel bosco) a Cormons, in Friuli, di proprietà della famiglia di Josko Sirk. Vado sempre volentieri in Friuli, una delle regioni italiane che ritengo enogastronomicamente più interessanti, ma questa volta il motivo era incontrare Josko Sirk e farmi raccontare del suo aceto di uva. Ci siamo seduti davanti al grande camino posto in mezzo alla sala del suo ristorante e abbiamo conversato mentre in un pajolo di rame si cucinava con lentezza la polenta per la cena. Quel che mi ha detto a proposito dell’aceto lo leggerete nel numero di gennaio di Casaviva, insieme a tante ricette in cui l’agro è orginale protagonista; qui invece vi riporto una riflessione che Josko, abile oratore, appassionato cercatore di qualità, uomo innamorato della sua terra, mi ha stimolato e mi è rimasta agganciata in testa.

Mi capita spesso di fare contagi tra i mondi che bazzico, quelli del cibo, delle donne, dell’immagine femminile, ma non pensavo potesse capitarmi parlando di aceto. E invece parlare con Josko mi ha fatto riflettere. Penso al gusto dell’aceto, un prodotto che non si può degustare di per sè per quanto è agro, ma dà il meglio solo valorizzando gli altri. E’ uno sparring partner eccezzionale. E’ un estremo del gusto, a cui solo pochi si avvicinano. E perchè? Vi chiederete. Io l’ho chiesto a Josko Sirk. Gli ho chiesto perchè è difficile parlare di aceto, da dove poter cominciare a farlo. E siam finiti a parlare di sapore e bellezza.

Negli ultimi 50 anni abbiamo abbandonato gli estremi del gusto, ai sapori forti, come quelli amari o acidi, ed è successo da quando l’industria dei cibi pronti ha dominato le nostre cucine; l’industria dei grandi numeri ha bisogno di sapori condivisi, e la piacevolezza molte volte ha vinto sulla qualità, l’omologazione sull’unicità.

Questo ragionamento vale per tutto. Pensiamo al cinema, alla letteratura, alla moda, alla bellezza, non solo per la cucina. Però negli ultimi anni, e basta vedere quello che sta succedendo nel brulicante mondo del cibo, viviamo una specie di rigurgito di tutto ciò che è omologazione, non ci accontentiamo, siamo curiosi e ci troviamo a riscoprire quegli estremi del gusto, quegli azzardi che sappiano non piacere a tutti. In gastronomia sperimentiamo, ricerchiamo sapori che poco hanno a che fare con la piacevolezza fine a se stessa, ma sono schiaffi sopraffini al nostro gusto assopito, assuefatto. Chi di noi è un po’ più grande ha impressi nel proprio cervello questi gusti antichi e di netta personalità, ma chi è cresciuto con le merendine e la Nutella, non li ha. Come la prima sigaretta, che non ci piace, non piace a nessuno, ma indelebile abbiamo il suo sapore ancora in mente, è successo a tutti di fare merenda dalla nonna o dalla zia, avvicinarsi a sapori che in quel contesto e a quell’età erano gusti lontani, prepotenti, che però sono rimasti un mito. Io penso al rabarbaro, al fegato con le cipolle, all’uovo ancora caldo e bevuto d’un fiato, penso ai ciccioli caldi appena strizzati, al migliaccio, al panino con la finocchiona. Se il mondo d’origine dei nostri figli è un piatto surgelato cotto al microonde, non ci sono più le condizioni perchè i nostri figli possano avere una memoria di sapori veri e vivere esperienze che poi restano registrate e crescendo si ritrovano e si apprezzano. L’aceto artiginale è un gusto estremo, come una donna imperfetta e bellissima, unica. Ci siamo assuefatti a un modello di bellezza omologato, dove i sapori sono condivisi e piatti, senza picchi, senza imperfezioni, senza sprint, senza carattere, per piacere a tutti. Riproviamo ad avvicinarci agli estremi, consideriamo uno spazio più grande, leviamoci i paraocchi. Partiamo dai sapori, ancora una volta è la cucina e il cibo che ci insegnano nel quotidiano. E poi applichiamolo alla vita. Non accettiamo compromessi, nel gusto e dappertutto. Abbiamo invece bisogno di una bellezza che è anche intelligenza, che sa leggere dentro, che quando la guardi ti senti meglio. Abbiamo bisogno di sapori che sono anche intelligenti, che leggono dentro di noi, e quando li assaggiamo ci sentiamo bene”.

 

Foto Stefano Scatà

Foto Stefano Scatà




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Collio, la guerra del marchio

 

L’associazione Piccolo Collio sospende la sua attività. Oscurati il sito e il blog, bloccata ogni attività promozionale. Problemi finanziari? No. Esaurimento della fase progettuale? No, anzi. Il bavaglio arriva dal Consorzio tutela vini Collio e Carso che, in forza del decreto legislativo numero 61 del 2010, ha diffidato l’associazione a utilizzare il nome Collio, pur aggiunto all’aggettivo “Piccolo”, per le proprie attività promozionali anche al di fuori del vino. Un primo avviso era giunto a metà settembre, ora è arrivata la diffida vera e propria: “Se entro dieci giorni non si provvederà a modificare l’intestazione della denominazione, il Consorzio doc segnalerà un tanto agli organismi competenti”. E sono previste multe salate, botte da 20 mila euro. Cifre importanti, che nessuno intende sborsare. E non ci sono neppure risorse per dare il via a vertenza giudiziaria. All’associazione Piccolo Collio non si ha voglia di parlare: il presidente Edi Keber e Josko Sirk, deux ex machina dell’associazione, hanno scelto la via del silenzio per non avvelenare ancora di più l’ambiente nell’attesa di un chiarimento che sblocchi la situazione. Intanto il direttivo ha intrapreso l’iter statuario per il cambio del nome. Ma non è solo questione di nome… è in atto una sorta di guerra sul monopolio della promozione nell’ambito del territorio e il Consorzio Collio si fa forte della legislazione che gioca a suo favore. Se fosse solo questione di nome, il Piccolo Collio fa sapere che è stato sempre disponibile a cambiarlo, ma quella che non viene accettata dal Consorzio di tutela è la proposta di sedersi attorno a un tavolo per stabilire delle regole sull’uso del nome “Collio” al di fuori del mondo del vino, che non è solo un marchio doc ma è da secoli il nome che identifica un territorio geograficamente ben delimitato. L’associazione Piccolo Collio chiede, infatti, che tra i vari enti e associazioni che in provincia si occupano di promozione – Consorzio doc, Consorzio turistico Gorizia e L’Isontino, Pro loco, Antica Contea tanto per citarne alcuni – si arrivi a un’azione sinergica con regole precise. Hanno bussato a varie porte, anche istituzionali, ma al di là di vaghe promesse, nessuna azione concreta è mai stata portata avanti. E alla fine dunque, pare proprio che l’azione intrapresa dal Consorzio sia volta a colpire l’operatività del Piccolo Collio che forse, sotto sotto, da fastidio a più di qualcuno. Questa associazione, nata nell’inverno del 2009, prima ancora che entrasse in vigore il decreto legislativo numero 61, di strada in tre anni ne ha fatta tanta, facendosi conoscere in mezzo mondo non solo per la promozione dei vini (che è solo una minima parte della sua attività) ma soprattutto per la valorizzazione del territorio, sia per quanto riguarda le sue bellezze paesaggistiche che per i suoi prodotti gastronomici. Basta pensare ai prosciutti D’Osvaldo, ai biscotti Bonelli, ai formaggi Zoff o all’aceto Sirk…ma la promozione esce anche dai confini del Collio per puntare ad altre valide realtà gastronomiche e della ristorazione della provincia e della regione. E come non citare l’invenzione delle Vespe gialle, diventate un po’ il simbolo del Collio, inteso come territorio, e famosissime anche oltre Oceano, come dimostrano le tre pagine del New York Times dedicate alle peculiarità del Cormonese. Da alcuni inoltre, una Vespa gialla è stata notata girare per il centro di Vienna. E di altra promozione del Collio, diciamolo francamente, se ne vede pochina in giro. Anche per i vini, i cui bianchi sono eccezionali, di qualità mondiale, ma il marchio Collio, fuori dai nostri confini, non è conosciuto come si potrebbe invece pensare.

Il Consorzio tutela vini Collio e Carso si è mosso dunque da mesi per cercare di frenare l’attività del Piccolo Collio e difendere il proprio marchio. E’ stata la presidente del Consorzio, Patrizia Felluga, a firmare il 24 settembre la lettera indirizzata all’associazione cormonese nella quale spiega i motivi dell’iniziativa. La Felluga fa riferimento alla circolare inviata 10 giorni prima “ai soci del Consorzio e agli utilizzatori della denominazione” nella quale si sostiene che “il disciplinare di produzione della denominazione Collio non prevede alcuna delimitazione del territorio né l’utilizzo di alcun nome aggiuntivo o specificazione, e pertanto non consente l’utilizzo dell’aggettivo “Piccolo” in aggiunta alla denominazione protetta del Collio”. La Felluga invita pertanto “a cessare l’utilizzazione dell’espressione Piccolo Collio sia per argomenti o soggetti collegabili alla denominazione protetta vini Collio, sia per ogni altro eventuale prodotto o iniziativa”. La presidente fa riferimento al decreto legislativo dell’8 aprile 2010, numero 61 che “non consente l’uso della denominazione protetta da parte di un’organizzazione diversa dal Consorzio di tutela e che non è consentito lo svolgimento di iniziative di valorizzazione e promozione non previamente autorizzate dal Consorzio di tutela”.

Se si gira per la provincia, in particolare nella fascia collinare, il nome Collio lo si trova un po’ dappertutto a cominciare dalle tabelle che indicano i paesi di san Floriano del Collio e Dolegna del Collio. Restando in quest’ultimo paese, ci sono anche due locali con questo nome: una trattoria e un agriturismo. Nella stessa Dolegna era nata lo scorso anno l’associazione Collio a 7 Stelle, che ha dovuto rinunciare al nome Collio per evitare guai. Questo nome è riportato poi nella ragione sociale della cooperativa dei norcini e della Cantina produttori di Cormons. Cosa devono fare tutti questi, a cominciare dai due Comuni, per mantenere la propria ragione sociale, affidarsi alle carte bollate?E poi ci sono quei 25 chilometri di piste ciclabili che attraversano il territorio collinare, realizzate dalla Provincia, che portano il logo “Slow Collio, un paesaggio da bere”. Scritta che si poteva leggere su vari striscioni piazzati su ponti e cavalcavia e sulle tabelle che indicano i percorsi delle piste ciclabili. Iniziativa che ha portato ossigeno al territorio anche come numero di turisti, soprattutto dall’Austria, alla quale l’amministrazione provinciale non intende rinunciare. Il Consorzio di tutela dei vini lo scorso anno ha invece stoppato l’iniziativa di alcune aziende vitivinicole, in particolare quella di san Floriano e associazioni legate al movimento turistico, di creare la Strada del vino del Collio. I promotori, e in primis Roberto Komjanc, responsabile del progetto, hanno dovuto ripiegare sul nome “Strada del vino e sapori del Goriziano”, ma di fatto questo progetto non è mai decollato nonostante il nome sia stato approvato dalla giunta provinciale. In altre parti d’Italia, a grande vocazione vitivinicola, hanno superato questi ostacoli burocratici e hanno pensato solo alla valorizzazione del territorio come nella Franciacorta, dove la Strada del vino è stata battezzata semplicemente Franciacorta… senza che nessuno abbia avuto da ridire. Ma senza andare troppo lontano e restando vicino a casa nostra, c’è da registrare come nella zona della Bassa friulana, dove esiste il marchio “doc Aquileia”, la strada del vino porta il nome “Aquileia” senza che abbia suscitato alcuna obiezione…

Sarà il Comune di Cormons a farsi promotore di un tavolo di concertazione con tutti gli enti interessati, e in particolare con i sindaci dei comuni del Collio, per affrontare il problema legato all’utilizzo del marchio del Collio dopo che il Consorzio di tutela dei vini doc ne ha limitato l’uso, costringendo, con la sua diffida, alla chiusura dell’attività dell’associazione Piccolo Collio. L’assessore all’Agricoltura di Cormons, Giorgio Cattarin, conferma la volontà di affrontare questo delicato tema, che sta creando un vero e proprio terremoto nel mondo del Collio e non solo in quello vitivinicolo. “Sì, ai margini del convegno sulla Città del vino – precisa Cattarin – ne ho parlato con i sindaci di Dolegna e Mariano e il vice sindaco di San Floriano. Siamo d’accordo che è necessario un confronto perché quanto sta accadendo è motivo di frammentazione, mentre è necessario quanto mai un’unità d’intenti, una sinergia fra tutte le forze in campo.” E’ a dir poco amareggiato il sindaco di Dolegna del Collio, Diego Bernardis, per le decisioni del Consorzio di tutela dei vini doc, che hanno colpito anche l’associazione “Collio 7 stelle”, da poco creata per promuovere il territorio e i suoi prodotti. “La nostra associazione ha pure ricevuto la diffida – sottolinea Bernardis – e ha cambiato il nome che ora è quello di “Dolegna del Collio 7 stelle”. E voglio proprio vedere se il Consorzio ha qualcosa da dire sulla denominazione del Comune”. Poi, il sindaco entra nel merito e critica l’atteggiamento del Consorzio. “Usare il marchio Collio, al di fuori di quelle che sono le normative legate ai vini – precisa il sindaco – vuol dire promuovere l’intero territorio. Limitarne l’uso è assurdo, più si parla meglio è, va a beneficio di tutto il territorio. Ricordiamoci che Collio è anche un’area geografica e siamo orgogliosi di farne parte”. Il consigliere provinciale del Fli, Stefano Cosma, esperto enogastronomico e profondo conoscitore del mondo enologico regionale, non si tira indietro. Cosma ha già preannunciato un’iniziativa affinché quelle istituzioni pubbliche che si occupano di promuovere il territorio e i suoi prodotti intervengano per dirimere la questione. Presenterà pure un’interrogazione nel Consiglio provinciale di mercoledì prossimo, ricordando che la stessa Provincia ha avviato da alcuni anni una serie di iniziative per promuovere il territorio usando nomi come Slow Collio e Marketing Collio. E Cosma ricorda come nel corso “Il turismo enogastronomico”, organizzato da Cciaa di Gorizia, assieme a Turismo Fvg, nella lezione di martedì 12 novembre, il professor Roberto Grandinetti, ordinario di Marketing relazionale all’Università di Padova, ha sottolineato come i consorzi devono fare proprio il contrario di quello che il Collio sta facendo. “Ricordo che nei primi anni ’90 l’azienda Conti Formentini – afferma Cosma – cominciò a produrre l’Olio Collio®extra vergine d’oliva, marchio registrato che non ebbe alcuna opposizione. Si lasci al Consorzio di tutela vini Doc Collio la prerogativa che gli spetta per legge, ovvero tutelare i consumatori di vini doc Collio e promuovere gli stessi vini, cosa che iniziò a fare con il disciplinare del 1968. Ma se sullo stesso territorio si vogliono produrre e promuovere itinerari nel Collio, B&B, oli, aceti, frutta, piste ciclabili, formaggi e quant’altro esso offre, che non sia negato l’uso di un nome geografico. Perché queste attività sono sinergiche a quelle di promozione del vino, in certi casi riguardano prodotti che si abbinano ai vini o addirittura favoriscono l’incoming e l’accoglienza di enoturisti-consumatori”.

E mentre da noi si litiga sulle competenze in materia di promozione, dall’altra parte del Collio, la Brda slovena, si passa all’azione, con un occhio puntato anche sul nostro territorio… E’ partita in questi giorni da Casteldobra un’iniziativa per aprire un portale web, in quattro lingue (sloveno, italiano, inglese e tedesco), che promuova le iniziative e il tempo libero nel raggio di 100 chilometri. Con 100 euro all’anno, da pagarsi anche in due rate, si potrà ottenere sul web una pagina da dedicare alla promozione della propria attività. “Mentre noi litighiamo – dice amaramente un operatore del Collio – gli sloveni si danno da fare con il rischio che veniamo sorpassati anche sul fronte del turismo e dell’offerta enogatronomica”…

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Compagnia del cibo sincero della Venezia Giulia visita la nostra acetaia

I Presidenti delle Compagnie del Cibo Sincero splendidamente accolti dalla famiglia Sirk, ascoltano la bella storia dell’Aceto Sirk raccontata da Michele Paiano…

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L’ Aceto Sirk su La7

Inviato 14 Maggio 2012 -> Aceto, Ci hanno visitato, Eventi, Joško Sirk, Scrivono di noi

Una grande notizia!!

La simpatica trasmissione con Vissani su La7 ha fatto tappa in Friuli ed è venuta a trovarci anche qui in Collio.

Il giallo con la Vespa è stato il colore che ha unito tutti i momenti della trasmissione. Bruno Pizzul è stato il nuovo grande testimonial della nostra terra dando spessore al tutto.

Josko Sirk dimostra il suo aceto per La7

Josko Sirk dimostra il suo aceto per La7

Josko Sirk dimostra il suo aceto per La7

Clicca qui per vedere l’intera puntata.

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Slovenski red vitezov vina

Inviato 31 Gennaio 2012 -> Ci hanno visitato

V naši kisli klet smo imeli priložnost gostiti i slovenski red vitezov vina..

 

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Vinska klet Goriška Brda na obisku

Inviato 25 Gennaio 2012 -> Ci hanno visitato

V petek 20.01.2012 smo pri Subidi in v naši kisli kleti gostili kolektiv Vinske kleti Goriška Brda.

Z veseljem smo jim predstavili Subido in naš kis.

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Ospiti in acetaia

Inviato 22 Dicembre 2011 -> Ci hanno visitato

IL CORSO SUPERIORE DI SOMMELIERIE DELLA SCUOLA INTERNAZIONALE DI ALMA OSPITE DELL’ ACETAIA

 

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L’ACETAIA DI JOSKO dal sito www.vinoway.com, articolo di Cinzia Tosini

Inviato 22 Luglio 2011 -> Ci hanno visitato, Scrivono di noi

SCRITTO DA CINZIA TOSINI | MERCOLEDÌ 20 LUGLIO 2011 | LETTO 121 VOLTE

PUBBLICATO IN CINZIA TOSINI – L’ANGOLO DI CINZIA

Acetaia di JoskoAcetaia di Josko 

Non   ho mai  conosciuto mio nonno  Emilio, ma  di lui mi furono dette  grandi cose.
Uomo  friulano  di  passione,  grande spirito imprenditoriale  legato alle  tradizioni, ma  con uno sguardo  sempre  rivolto  all’innovazione.
Una  malattia lo porto’ via precocemente,  e di lui mi rimane oltre alla stima guadagnata  con  i racconti della sue vicissitudini,  il mio secondo nome , Emilia.
Nacque  a Cormons in provincia di Gorizia..  E solo qualche giorno fa,  mi si e’ presentata l’occasione di una brevissima vacanza  li.. 

Quando me la proposero mi soffermai a pensare solo un attimo,  e mi dissi : “ma quale  migliore occasione per un ritorno alle origini..”

Credo che faccia bene a tutti ogni tanto  soffermarsi a pensare.. riflettere .
Si puo’ essere cittadini del mondo,  ma  sono  convinta che il proprio legame con la terra d’origine  e’ indissolubile.. E chi crede di poterne fare a meno e’  un  illuso..

Collio GorizianoMa torniamo a  Cormons..Pensai tra me e me,  “dista 400 km,  e viaggiare  mi piace..”    E in men che non si dica ero giunta a destinazione.. Al  mio  arrivo  godetti  subito  della  piacevole  cornice  delle  colline  del  Collio che ingentilivano  il paesaggio  dando  un’aria  romantica  d’altri tempi..   Mi diressi verso  il  luogo  in  cui  ero  ospite  “La Subida”  e  non  fui per nulla disattesa.. Il  posto  era immerso  in un  verde  lussureggiante,  tra piante di rosmarino e  mazzi di lavanda  legata  ad  arte  disposti ovunque..

Incominciai  la  mia  consueta  esplorazione,  soffermando il  mio  sguardo  verso un esteso  recinto  in cui  trotterellavano un gruppo di cavalli.      Adoro  questi  animali  dallo  sguardo nobile e fiero,  e  volli  dedicare  loro  un po’ del mio tempo. Persa  nei  miei  pensieri  richiamai  me stessa  ai  miei   doveri  di  ospite  e ritornai  alla  base.

Ebbi  subito  il   piacere  di  conoscere  i  padroni  di casa,  Josko,  uomo  dallo  sguardo schietto e deciso  e  la dolcissima moglie Loredana.    Ma  non erano da  meno i  figli.   In particolare  Tanja  mi ricordava  una donzella della  provenza,  con i suoi  ampi  vestiti,  dallo  sguardo tenero,   sempre  sorridente  e  disponibile  a  due  chiacchiere. E  Michele  grande collaboratore,    la cui  cordialita’  e simpatia lo contraddistinse  da subito. E  come solitamente  accade,  chiacchiere  e risate  tra un discorso serio e l’altro,  non mancarono.

Ma  ad  un  tratto venne menzionata  un’acetaia.. si  proprio cosi’,    e  la mia curiosita’   si innesco’.. Un’acetaia  direte,  “oddio si  e’  data  pure  all’aceto”…   be’  e’  un prodotto molto interessante e poco rispettato..  e  io  a  dispetto dei miei amici romani che mi contestano,  amo  metterlo  a  gocce  sulle ostriche.. Provare per credere..!!

Josko SirkPensate che l’Italia  e’  il primo  produttore  al   mondo d’aceto.. e  questo ci fa capire quanto  dovrebbe essere maggiormente  valorizzato..  e  far  conoscere quanti usi  e  destinazioni   gli si possono attribuire ,  gli conferirebbe il giusto merito.Ma lo sapete che e’ ottimo  nebulizzato sulle minestre  di legumi, sulle frittate,  sui pesci grassi,  sulle  fragole ..   ma non solo..   E’ un ottimo  rimedio,  appena un po’ diluito, per i gargarismi contro il mal di gola,   e pensate  che una zolletta  intrisa  di aceto masticata lentamente ferma il singhiozzo  e  attenua  il mal di mare.. Efficace per calmare una scottatura superficiale  o  per neutralizzare  una puntura d’insetto..  e molto di piu’..  (fonti di Josko Sirk).
Ma  torniamo  alla  mia  visita..  Ebbi  il piacere  di avere come  guida  Josko,  l’oste  come lui  amava definirsi,   nonche’  l’artefice  di  questo sogno e  progetto,   in continua  evoluzione.
Iniziammo la  nostra passeggiata  tra   il   mio fiume abituale  di domande..  quasi  a voler  scoprire  chissa’  quale  recondito  segreto  della  vita.. Mi  chiedo  se  la  mia  curiosita’   si    saziera’ mai..

Ci  incamminammo verso  una mulattiera  che  ci avrebbe  condotto  alla  nostra protagonista,  l’Acetaia.       Nel  durante  della nostra  passeggiata,  Josko  dietro  mia  esplicita  richiesta, mi  racconto’  della  sua  famiglia  giunta  dalla  Slovenia  in tempi  difficili..

Acetaia BottiDopo  la  dedizione  alla  coltivazione  della  terra  e   successivamente  all’attivita’  presso  l’osteria,  la  venuta  a mancare  del padre  lo  costrinse  a scelte  di  responsabilita’.

Nel  corso  degli  anni avvenire  insieme  alla moglie  Loredana,  riusci’  a concretizzare  il suo sogno di vita : creare  un  cuore  verde  di  oasi  abitative  di  pace  e  relax ,  “La  Subida”. E conoscendomi  vi  pare  non  chiedessi il  significato  del  nome..    ebbene,  prendeva  spunto  da  una  chiesetta  cinquecentesca del  paese, la  chiesa del  Cristo  della  Subida  che a sua  volta deve la sua origine  ad  un  prodigio verificatosi nel 1597. Ma  la  sua  vita  era  come un onda in movimento,   e  un altro  progetto  si  stava  da anni  sempre  piu’ definendo:  “La  foresteria  dell’Acetaia”   per  la nobile  produzione  dell’aceto della  migliore uva del Collio.  Prodotto di  nicchia  per chi  puo’ capirlo,    purtroppo  maltrattato  dalla  poca  informazione  attribuitagli. Completamente   realizzata in legno, l’Acetaia  era  in  perfetta  armonia con l’ambiente  circostante.     La sua protagonista  era l’uva  bianca  da vitigno autoctono, proveniente dalla vigna adiacente.

Al mio   ingresso mi si  presento’  uno  scenario  magico,  comprensibile solo a chi ama questo ambiente.   Gradoni  di  botti e  botticelle disposte metodicamente,  tese  a favorire  le varie fasi di lavorazione.  Nessuna presenza di macchine.. tutto seguiva un ciclo naturale.. Mi  fece  provare  il sentore  delle sue creature,  raccomandandomi di non ingoiare. Mi  inebriai  nei profumi intensi ,  e  da testa dura quale sono,   volli  provare  il sapore bagnandomi  leggermente le labbra.. e  devo dire con  piacevole soddisfazione.

E  come  mi  diceva  Josko : “Un  mio cruccio..  e’  fare  l’aceto  come  una volta ,  con le  migliori  uve  del  Collio”. E  per una  come  me  che ama  la tradizione,  questa  e’  vera poesia..!
Lui  sta  combattendo  con pochi  altri  produttori  per  far  conoscere questa  eccellenza  della  nostra  bella Italia,  e  per  questo  voglio dedicagli  questa  mia  breve  storia..  storia  di  un  uomo  di  carattere  e  di  passione  che  ho  avuto  l’onore  di  conoscere  e di  apprezzare  nel  mio  cammino  di  vita…

Se è vero, com’ è vero, che un gran vino si fa’ da una grande uva, da questa grande uva io faccio il mio grande aceto.   Mi ci vuole qualche anno, e in questo tempo devo accudirlo e coccolarlo come un bambino in fasce.

Joško Sirk

 

Dal sito  www.vinoway.com, mercoledi 20.luglio,2011

 

 

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Una tipicita regionale che rispetta i tempi della terra: l’aceto

Inviato 7 Aprile 2011 -> Ci hanno visitato

“Se e vero, com’ e vero, che un gran vino si fa da una grande uva , da questa grande uva io faccio il mio grande aceto; ci vuole qualche anno e in questo tempo devo accudirlo e coccolarlo come un bambino in fasce”: con queste parole Joško Sirk presenta uno dei gioielli della produzione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, il suo aceto frutto di una passione trentennale che lo ha portato alla costruzione di una vera e propria acetaia.

Il prodotto, inoltre, rispetta i tempi della natura e i suoi principi: non contiene solfiti; imbottigliato senza filtrazioni o manomissioni.

L’ acetaia, inoltre, per coerenza con la filosofia di produzione, e stata realizzata interamente in legno dalla mano decisa dell’ architetto Marcus Klaura e si inserisce molto bene nel paesaggio, nel quale spicca il suo tetto interamente coperto da pannelli fotovoltaici.

L’acetaia posta al margine di un rigoglioso bosco di roverelle, punto di fusione tra le ordinate terrazze della vigna e il selvatico del bosco. Con i suoi gradoni favorisce le varie fasi di lavorazione: i travasi, infatti, avvengono per scorrimento dal gradone superiore a quello sottostante. L’ intero ciclo produttivo dell’aceto quindi si avvia in modo naturale, senza l’ ausilio di macchinari.

La qualita delle uve, il lungo contatto con le bucce, fanno si che si ottenga un prodotto molto strutturato, di grande persistenza, complesso, ricco di mineralita. Tre o quattro anni di affinamento in piccole botti permettono di amalgamare l’ elevata acidita, di elevare i toni dell’ aromaticita e del bouquet.

Dal sito www.greenfvg.it, 06. aprile 2011

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L’aceto Sirk a Terra e Sapori di TG1

Inviato 19 Febbraio 2011 -> Ci hanno visitato, Scrivono di noi

Josko Sirk emozionato Vi manda questo fantastico risultato.

L’aceto Sirk al Tg1 del 18.02.2011- Terra e Sapori andato in onda alle 13.30

L’aceto Sirk al Tg1 18.02,2011 edizione delle 20.00, al minuto 32

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Visita della troupe TG 1

Inviato 15 Febbraio 2011 -> Ci hanno visitato, Joško Sirk

Abbiamo ricevuto la visita dalla troupe del TG1 con la giornalista Scafuri..A breve, andrà in onda un bel servizio sul territorio con l’aceto, la rosa di Gorizia, l’asperum, il vino.

Vi terremo aggiornati!

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